Da quasi un decennio ogni anno a Milano scompaiono circa 400 portinerie (1), rimpiazzate da videocitofoni e imprese di pulizie. Negli anni ’70 nel milanese le palazzine con i custodi erano ancora 16.000. Nel corso degli anni, complici la crisi finanziaria che ha colpito il nostro paese e l’innovazione tecnologica, molte persone hanno dovuto – o preferito – rinunciare al portinaio. Non solo nei palazzi più ricchi, ma in tutti i condomini che ospitassero un buon numero di famiglie, era un tempo assolutamente normale che vi fosse una custode. Una figura che, non solo lavora per gli inquilini alla gestione del condominio, ma che, poiché gli è solitamente dato in uso anche un piccolo appartamento, rappresenta anche una presenza costante nella vita del palazzo.

I compiti del portinaio, tutt’oggi, sono normalmente quelli di controllare chi entra ed esce dal portone, smistare la posta, tenere le chiavi e fare le pulizie degli ambienti comuni. In realtà, a questi se ne aggiungono molti altri, non ufficiali, che diventano piccoli lavoretti extra, eseguiti per soddisfare le svariate richieste degli abitanti del condominio: innaffiare le piante, badare a gatti, cani e pesciolini rossi quando il padrone è in vacanza, stirare i panni, accogliere parenti in visita e di ancora più fantasiosi, quanto ormai irrinunciabili per i condòmini.

Soprattutto in questi ultimi anni, tuttavia, la difficoltà di arrivare a fine mese, ha portato tantissime famiglie a effettuare dei tagli al proprio bilancio. Per questo motivo, per molti proprietari, un portinaio è diventato un lusso. I custodi costano all’incirca 1200- 1300 euro al mese, senza contare extra come tredicesima e scatti di anzianità, usufruendo nella maggior parte dei casi anche di un immobile che, altrimenti, potrebbe portare un profitto agli inquilini in quanto di proprietà condominiale. Gli amministratori pensano così di risparmiare sostituendo questo servizio con citofoni video, telecamere di sorveglianza e imprese di pulizie. Tuttavia la Filcams (2) spiega come si tratti di un risparmio illusorio: – “Si taglia la portineria e ci si affida all’impresa di pulizie, ma l’impresa non bada troppo alla qualità del lavoro e spesso impiega addetti a rotazione che quindi non arriveranno mai a conoscere a fondo i problemi di uno stabile e di chi ci abita.” (3)

Un articolo (4) pubblicato sul Venerdì di Repubblica nel dicembre 2012 piange la “perdita cataclismatica, in termini umani e di atmosfere” delle antiche portinerie parigine, trasmessa in maniera perfetta da alcune fotografie del famoso fotografo francese Robert Doisneauive. Nello stesso anno Giuseppe Marcenaro scrive un bellissimo articolo dal titolo “Letteratura in lutto per la scomparsa delle portinerie” (5) , nel quale col tono solenne di un elogio funebre, porta il suo omaggio ai concierge parigini in via di estinzione. “La notizia è ferale. Un annuncio emorragico prospetta tragica infungibilità. […] A Parigi, in dieci anni, si sono perdute diecimila conciergeries. Come dire che si è smarrita la ricetta del roquefort e si dovrà rinunciare al sidro nel bistrot.” Fortemente caratteristiche e portatrici di una tradizione centenaria, così intrinseca alla vita della capitale francese da risultarne

un elemento imprescindibile, tanto quanto lo sono le gondole per Venezia o le cabine del telefoniche rosse fuoco per Londra, con la differenza di essere meno pubblicizzate come icone ma, in realtà, molto più influenti nella vita dei parigini.

Proprio le guardiole parigine, più di ogni altra, hanno nutrito arte, letteratura e cinema. Il mestiere del custode sebbene poco rintracciabile nei libri di storia, è stato per molti fonte di ispirazione affascinante per romanzi, racconti e trame di film. Con il suo carattere di forte impatto sociale, di rapporti personali e sguardo sempre attento su piccole comunità, si presta come personaggio perfetto intorno al quale costruire fitte trame intricate o racconti leggeri e piacevoli (6).

Tornando in Italia, per concludere, la tradizione di questo mestiere non è meno importante. Per un popolo con una cultura così legata alla casa, per un paese così pieno di piccoli centri storici, di condomini abitati da famiglie per generazioni, una figura capace di rendere ancor più familiare, se possibile, il posto in cui si abita non può non avere un forte peso sociale.


  • (1) Piccaluga M. (2009) Portieri milanesi in via d’estinzione: ogni anno chiudono 400 guardiole disponibile su http://www.ilgiornale.it/news/portieri-milanesi-d-estinzione-ogni-anno-chiudono-400.html con- sultato il 21.03.17.
  • (2) Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi.
  • (3) Vedi nota 1.
  • (4) Ceccarelli F. (2012) Ah, portieri di un tempo! Uno scatto ci ricorda un mondo perduto disponibile su http://beatricesperanza.it/portiere-portiere-notato-da-il-venerdi-di-repubblica/articolo-venerdi-re- pubblica/ consultato il 30.03.17.
  • (5) Marcenaro G. (2012) Letteratura in lutto per la scomparsa delle portinerie disponibile su http://cin- quantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=0000002223878 . consultato l’ 1.04.17. V. anche scheda di approfondimento da pag. 26
  • (6) Alcuni di questi esempi sono trattati più nello specifico nelle schede di approfondimento presenti nelle pagine successive.

 


 

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